Metodo per imparare una nuova lingua e non dimenticare quello che hai imparato

Berlusconi Google Immagini

A tutti noi piace l’idea di imparare una nuova lingua, ma il tempo e lo sforzo richiesto può essere scoraggiante. Gabriel Wyner ha creato un semplice metodo per ricordare i nuovi vocaboli imparati nella nuova lingua che si basa in 4 fasi:

  1. “sentire” come suona una parola pronunciata da un madrelingua, associando ad essa immagini visive;
  2. Imparare 625 parole di base, estremamente comuni, parole semplici, utilizzando immagini, non le traduzioni;
  3. Impara la grammatica e le parole astratte della lingua;
  4. Giocare con la lingua;


Dalla prima fase, l’idea è imparare un nuovo vocabolo partendo dal suo suono, dunque da come la si sente pronunciare da un madrelingua. Si utilizza poi un dizionario (anche online) per imparare l’ortografia, pronuncia e significato della parola a seconda dei contesti in cui viene usata. La fase più importante per memorizzare questo nuovo vocabolo a lungo termine, è utilizzare Google Immagini (o altri motori di ricerca) per creare collegamenti visivi tra le parole e il loro significato.

Un trucco per ricordare il genere delle parole, se femminile o maschile (o neutro in alcune lingue come il Tedesco):

Se qualcuno di voi ha studiato una lingua tenendo conto del genere grammaticale, sa quanto difficile sia ricordare se un oggetto sia maschile, femminile o neutro. Alcune lingue possono dare indizi – magari i sostantivi maschili di solito finiscono in ‘o’ – ma questi indizi non sono sempre affidabili. Che cosa si può fare?

C’è un modo semplice per rendere queste informazioni astratte in qualcosa di più pratico: associare delle immagini mnemoniche ai sostantivi. Fai sì che i sostantivi maschili scoppino in fiamme, mentre per i nomi femminili si abbracciano in una pozza, e che quelli neutri si frantumino in mille schegge affilate. Scoprirai che le immagini mnemoniche come questo rendono il genere estremamente facile da memorizzare, fin dall’inizio.

Anche per imparare la grammatica (fase 3) c’è un approccio visivo: sfruttando sempre Google Immagini, usiamo le didascalie delle immagini inserite nelle notizie di cronaca scritta nella lingua che stiamo imparando. In questo modo saremo più pronti non solo ad imparare, ma anche a richiamare una particolare regola ricordando l’immagine o il contesto in cui è stata usata.

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La fase finale è la più flessibile, e consiste essenzialmente nel prendere qualunque cosa e farne quello che si vuole, imparare nuove parole, adattando il nostro vocabolario per alcuni compiti, parlare, e quindi diventare “fluente“. Gabriel è pronto a sottolineare che la fluidità non significa necessariamente parlare come un nativo:

Un’ottima conoscenza della lingua non è la capacità di conoscere ogni parola e la formazione grammaticale in una lingua; è la capacità di utilizzare qualsiasi parole e la grammatica che si conosce per dire tutto quello che hai in mente. Quando si va in una farmacia e chiedere “La medicina che fa smettere di gocciolare il mio naso” – questo è essere “fluente”. Non appena si riesce a ballare abilmente attorno alle parole che non conosci, si sta effettivamente diventando “fluente” nella nuova lingua.

Clicca qui per leggere il post (in inglese) di Gabriel per una carrellata completa dei metodi di apprendimento rivisti. Lui è riuscito a imparare sei nuove lingue in questo modo, chissà che non funzioni anche per te.

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